Aspirafumi Chirurgici

La ricerca attuale si è focalizzata su quattro potenziali rischi per la salute degli addetti alla sala operatoria e dei pazienti: i prodotti chimici pericolosi, i virus vitali, le cellule vitali e le particelle non vitali.
Il meccanismo attraverso il quale si genera il fumo chirurgico dalle apparecchiature elettrochirurgiche (ESU) e dai sistemi laser è il medesimo. Quando vengono utilizzate per tagliare, coagulare, vaporizzare o oblare il tessuto, le apparecchiature riscaldano le cellule fino al punto di ebollizione, causandone la rottura della membrana e liberando composti chimici causa di odori, composti cellulari contenenti virus, vapore, e particelle fini che vengono disperse nell’aria o nel pneumoperitoneo. Come risultato, le caratteristiche del fumo chirurgico generato da questi due metodi sono molto simili.  I prodotti chimici contenuti nel fumo chirurgico sono irritanti, mutageni, citotossici e cancerogeni.
Le particelle contenute nel fumo chirurgico causano mutazioni patologiche e danni ai polmoni dei ratti.
I rischi connessi al fumo chirurgico sono stati riconosciuti da AORN, OSHA, NIOSH e ANSI.
Le maschere chirurgiche standard non costituiscono una barriera efficace.